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Incontro con l'addetto culturale del Consolato americano di Milano

di Bruno Calchera

Per approfondire la conoscenza del periodo storico in cui si č svolto il musical "Domani č un altro giorno. La vera storia di Rossella O'Hara", lunedě 24 novembre 2008 abbiamo incontrato l'addetto culturale del Consolato americano di Milano, accompagnato da un Marine


L’incontro con l’Addetto Culturale del Consolato degli Stati Uniti è stato centrato sul desiderio di approfondire il nostro lavoro per lo spettacolo. Mr. John Hillmeyer, del Consolato USA a Milano, non ha voluto fare una lezione, ma, in un buon italiano ha interrogato il pubblico, soprattutto di ragazzi, sulla conoscenza di alcune date importanti: Il 4 Luglio 1776 la Dichiarazione di indipendenza ed il distacco come nazione dalla Colonia inglese, come la prima dichiarazione dei diritti dell’uomo del Giugno del 1776.
 
La drammaticità della guerra civile – 12 aprile 1861 fino al 26 maggio 1865 -  che ha diviso, stati, paesi e persino le stesse famiglie e non solo territori per la difficoltà di accettare la fine della schiavitù. Un problema che la guerra non ha risolto, e che negli Stati Uniti ha visto continuare un processo di non eguaglianza tra bianchi e neri che è durato decenni.

 Ora dopo un secolo e mezzo si vede  per la prima volta eletto un Presidente afro-americano: Barak Obama.
E’ stato citato da Mr. Hillmeyer il sogno di Martin Luther King per la realizzazione di una sola libera nazione in cui bianchi e neri fossero tra loro fratelli: i ragazzi hanno dimostrato di conoscere quel famoso discorso.
 
L’intervento di Serg. Sarah Sneath del corpo dei Marines ha avuto due vie di approccio: innanzi tutto l’origine del corpo e il senso dei simboli della divisa (l’ancora, che ricorda il mare e l’origine come fanteria di marina nel ‘700; l’aquila che è lo stemma degli USA ed il globo terrestre per indicare i diversi teatri in cui i marines si sono mossi).
Ella aveva tre medaglie che corrispondevano a onorificenze concesse per merito nelle diverse missioni ed infine ha illustrato il senso delle mostrine che indicavano ruoli e luoghi in cui era stata.
 
Sarah ha 22 anni ed è volontaria. Rispondendo alle domande sulle ragioni della scelta di entrare nel corpo ha precisato il suo desiderio di conoscere le civiltà del mondo e che nei Marines ciò è possibile. Negli USA solo il 10% della popolazione ha il passaporto per cui non c’è un uso frequente nel viaggiare per conoscere. Ha girato parecchie nazioni, in ambasciate e consolati , con compiti amministrativi o di pacificazione sociale. In Italia c’è da pochi mesi, ma le piace molto. Fra un anno concluderà la sua ferma militare riprendendo gli studi in università.
 
L’incontro poi si è concluso con tantissime domande di bambini sulla vita in America e dei Marines ed infine molti hanno desiderato immortalare l’incontro con una fotografia insieme.
 
Il nostro Miki con molta disponibilità e precisione si è prestato ad una traduzione dall’americano in forma ‘consecutiva’ per la soddisfazione di tutti i presenti.
 
Un particolare importante: la responsabile culturale dell’ambasciata  Simonetta Romagnolo - che conosceva Bill Congdon di fama ( egli era cittadino americano ) ma di lui aveva visto solo i dipinti riprodotti in libri d’arte è’ rimasta abbagliata quando, in sala capitolare del convento, ha visto il quadro “AVE VERUM “di Bill.
Anche questo un importante incontro.



Note biografiche dei relatori

Mr. John Hillmeyer è sposato e ha 4 figli. Laureato in Scienze Politiche alla Southern Methodistic University di Dallas (Texas) ha conseguito un Master in Public Policy alla Georgetown University di Washington.
E’ stato a Mosca dal 1992 al 1993 in quella che una volta era l’Unione Sovietica operando nel Corpo dei Volontari per la Pace.
Come diplomatico è stato per due anni in Gabon e a Durban in Africa.
Si è poi trasferito per altri due anni nella Repubblica del Tagichistan (Tajikistan) operando per azioni di integrazione tra i popoli.
Infine dopo l’Afghanistan è giunto a Milano nel settembre del 2008.

Miss. Sarah Sneathe. Sergente. È del Kansas e ha 22 anni.
E’ specialista in telecomunicazioni e cura in modo speciale i radar militari.
E’ esperta in arti marziali e ha raggiunto la cintura marrone. A breve conta di raggiungere la cintura nera.
Ha vissuto due anni in mare ed ha passato un periodo importante della sua vita a Gerusalemme.
Prima di fare la Marines era una “ragazza pon-pon” e tifava per la squadra del cuore.
L’anno prossimo lascerà il Corpo, per fine servizio e riprenderà gli studi universitari.

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